giovedì 24 maggio 2012
Il Presidente di giuria Ferrari: "Cambio illogico e poco trasparente"
mercoledì 23 maggio 2012
Fucecchio: Nel diluvio vince Sant'Andrea
A cura di Roberto Parnetti:
Va alla contrada rossoverde di Sant’Andrea il palio 2012 grazie a Giuseppe Zedde su Nanneddu. Palio condizionato dalla pioggia che, fin dalle prime ore del pomeriggio, è cominciata a cadere su Fucecchio in maniera anche copiosa in alcuni momenti.
A dirigere questa edizione il mossiere Renato Bircolotti che ha saputo gestire ottimamente la corsa pur dovendo fare gli straordinari, specie nella prima batteria, per le bizze di Fata Bombolina, cavalla della Contrada Botteghe, che non ne voleva sapere di stare tra i canapi.
La cronaca: Alle 16,00 la chiamata delle sei contrade per la prima batteria di qualificazione. Il sorteggio aveva decreto il seguente ordine di ingesso ai canapi: Contrada Samo con il fantino Simone Mereu su Manna De Ozieri, Borgonovo con Andrea Mari su Manioca, Botteghe con Dino Pes su Fata Bombolina, Cappiano con Giovanni Atzeni su Narcisco, Ferruzza con Virginio Zedde su Misteriosu, e di rincorsa Porta Raimonda con Alberto Caria su Ninos.
Constatata l’impossibilità di trovare il giusto allineamento, come in precedenza ricordato, Bircolotti, dopo oltre 40 minuti, decide di cambiare l’ordine di ingresso chiamando la seconda busta (evento più unico che raro) che vedeva: Ferruzza, Samo, Botteghe, Cappiano, Borgonovo e Porta Raimonda di rincorsa.
Anche in questo ordine le difficoltà non sono mancate tanto che Bircolotti ha deciso di far abbassare il secondo canape in modo da dare più spazio alla cavalla di Botteghe. Decisione che si è poi rilevate determinante e, dopo pochi minuti, si è trovato il giusto allineamento che ha permesso la mossa valida con Atzeni e Zedde che prendevano la testa (giungendo rispettivamente primo e secondo) eseguiti da Caria (terzo sul traguardo)e quarto Mereu.
La seconda batteria si è invece consumata in pochi minuti; l’ordine di ingresso ai canapi è stato: Massarella con Luca Minisini su Ora Basta, Sant’Andrea con Giuseppe Zedde e Nanneddu, San Pierino con Alessio Migheli e Plutarco De Bonorva, Torre con Antonio Siri su Nottifrimmesmai, Porta Bernarda con Silvano Mulas su Intiveddau e, di rincorsa, Querciola con Andrea Chessa su Morosita Prima.
Sul traguardo giungeva primo Mulas seguito da Migheli, Zedde e Siri.
Si arriva così all’epico sotto una pioggia sempre più insistente: l’ordine di ingresso vedeva Torre, Sant’Andrea, San Pierino, Porta Raimonda, Ferruzza, Cappiano, Porta Bernarda con Samo di rincorsa. Una mossa veloce con Zedde che prendeva la testa per non lasciarla più fino all’arrivo tagliando il traguardo a nerbo alzato.
domenica 20 maggio 2012
Foligno: il Fedele del Croce Bianca domina anche la seconda sessione di prove
sabato 19 maggio 2012
"Tradizione Quintanara": Il Sestiere della Piazzarola
Secondo
appuntamento con la rubrica "Tradizione Quintanara". Oggi
inizieremo a raccontarvi un pò di storia sui sei Sestieri della
Giostra della Quintana di Ascoli. Iniziando dal Sestiere della
Piazzarola ogni sabato approfondiremo un sestiere diverso attraverso
un percorso storico e culturale legato alle radici storiche, ai
monumenti e alle vittorie nella Giostre della Quintana.
PIAZZAROLA:
Il
sestiere della Piazzarola partecipa alla giostra della Quintana dal
1956. Questo sestiere nasce grazie all’impegno del Maestro Flaiani,
nonchè Console del sestiere, adotta l’arme bianco rossa che fa da
sfondo allo stemma, un aquila di colore nero. La
piazzarola, quartiere più antico della città, nasce sul colle
pelagico alle pendici del colle dell’Annunziata dove sorge un
complesso monumentale che comprende la fortezza Pia e la chiesa di
S.Angelo Magno ricche di vestigia romane. Nel
proprio comprensorio si erige la Cartiera Papale ideata su progetto
di Cola d’Amatrice. Questo
quartiere prende il nome dalla Plateola, (piccola piazza) su cui
sorgeva la chiesa di S.Angelo Minore poi rasa al suolo su ordine di
Alessandro IV (cfr. Bolla dell'11 luglio 1256 di Alessandro IV:
«Ecclesiam Sancti Angeli Minoris in Platea»).
VITTORIE:
Il Sestiere della Piazzarola è uno dei più vincenti della Giostra della Quintana di Ascoli con i suoi 18 Palii custoditi nella sala dei Palii della sede. Nella sua storia hanno corso cavalieri gloriosi come Gianni Vignoli e Luca Veneri, autori entrambi di 7 vittorie al campo dei giochi. Gli altri cavalieri vincenti sono stati il grande Angelo De Angelis con 3 vittorie e Mario Giacomoni con 1 vittoria. Quest'anno al campo dei giochi saranno i giovani ed esordienti Denny Coppari e Gioele Bartolucci a difendere i colori di questo Sestiere. Proprio il secondo potrà prepararsi alla giostra contando sugli insegnamenti di Gianni Vignoli, un cavaliere molto vincente nel passato bianco rosso, proprio come dicevamo prima. I Sestieranti della Piazzarola sono già pronti ad onorare nel migliore dei modi l'imminente stagione quintanara con il massimo impegno e attaccamento ai propri colori.
MONUMENTI
STORICI:
All'interno
del territorio della Piazzarola ci sono varie testimonianze
dell'antico passato di questo Sestiere. Spicca tra loro la Chiesa
e l'antico monastero di Sant'Angelo Magno che
risalgono al IX secolo. Le strutture sono una fondazione longobarda
in origine dedicata all'Arcangelo Michele, creata per ospitare le
dame della loro aristocrazia, che gestivano un vero e proprio potere
feudale. La facciata attuale di stile romanico fu realizzata nel
1292, unico ornamento della facciata è l'elegante rosone a colonnine
gotiche. La chiesa, nel sottotetto del presbiterio presenta affreschi
raffiguranti otto maestose figure di Profeti, che rappresentano uno
degli esempi più antichi della pittura ascolana medievale. L'interno
a tre navate, testimonia le diverse trasformazioni subite nel tempo,
di particolare rilievo gli interventi operati dai monaci Olivetani a
partire dal XV secolo. Le decorazioni parietali sono opera di Tommaso
Nardini (1658-1718) e Pietro Michelessi (1831): gli altari in legno
scolpito e dorato del XVII sec. sono arricchiti da tele realizzate
dagli artisti Carlo Maratti (1625-1713), Giuseppe Ghezzi (1634-1722)
e Giacinto Brandi (1623-1691). Al centro del presbiterio s'innalza il
baldacchino con cupola sorretto da quattro colonne in gesso con
capitelli e basi in terracotta, eseguito nel 1830 da Emidio Paci.
Di notevole importanza risulta essere anche la
Chiesa della Madonna del Ponte
si
annovera tra gli edifici
religiosi
di modeste dimensioni della città di Ascoli Piceno. Si trova appena
oltrepassato il ponte
di
Santo Spirito, nei pressi di Porta Cartara. Fu costruita nell’anno
1689
e
testimonia l’antica abitudine di porre edicole
votive
o piccole chiese
in
prossimità dei passaggi e degli ingressi alle città
quale
simbolo
di
buon auspicio e pia prolusione per i viandanti. Caratteristica per la
sua forma cilindrica è identificata anche col nome La
Rotonda e
dedicata alla Madonna del Ponte. Si mostra nella sua semplice
architettura
con
copertura a cupola
e
si distingue per la colorazione dell'intonaco
esterno
di colore rosa
chiaro.
Il suo interno si compone di un unico ambiente che fu interamente
ricoperto dalle furiose pitture
dell’ascolano
Biagio Miniera, andate perdute col trascorrere del tempo. Nell’aula
si conserva e si venera un’immagine della Vergine
rimossa
da un muro
vicino
che ha trovato in questo spazio la sua nuova sede. Di particolare
piacevolezza anche la pala dell'altare, dipinta, olio
su
tela, dall’olandese
Carlo
Ramond, nell'anno 1758
su
commissione di D. Giuseppe Ricciotti, in cui sono raffigurati: San
Giuseppe, San Francesco Saverio
e
San Luca.
Al suo esterno è possibile ammirare la caratteristica Fonte della Chiesa della Madonna del Ponte, che si è mantenuta benissimo nonostante il passare degli anni e tutt'oggi ancora funzionante.
Sabato prossimo non perdete il 3° appuntamento di "Tradizione Quintanara". Ripercorrremo le origini, la storia e analizzeremo i principali monumenti storici ubicati nel territorio del Sestiere di Porta Maggiore.
Al suo esterno è possibile ammirare la caratteristica Fonte della Chiesa della Madonna del Ponte, che si è mantenuta benissimo nonostante il passare degli anni e tutt'oggi ancora funzionante.
La Cartiera papale di Ascoli Piceno è un complesso architettonico realizzato in robusti conci regolari squadrati di travertino. La vocazione polifunzionale del fabbricato, nel corso del tempo, ha accolto varie attività lavorative quali: la carttiera, i mulini ad acqua, la concia delle stoffe e la ferriera, tutte svolte con l'inseparabile e preziosa simbiosi della forza motrice delle acque del vicino torrente Castellano. Attualmente è sede del polo museale permanente denominato Musei della Cartiera Papale. Le prime notizie certe sull'esistenza di questo sito risalgono al 1104, quando nei pressi del Castellano furono elevate delle costruzioni utilizzate come mulini per la macinazione di cereali e la cui proprietà apparteneva al monastero ascolano di Sant'Angelo Magno.
Ricompaiono altri dati storici alla fine del periodo medievale, nel 1377, quando si era insediata all'interno del mulino l'attività della produzione della carta. Questa informazione, però, non è considerata certa poiché nel 1381 il catasto ascolano riporta solo l'esistenza di un mulino ad acqua. Lo sviluppo industriale del fabbricato, che continuava comunque ad accogliere i mulini, ospitava anche una gualchiera che serviva per battere stoffe e tessuti. L'autore ascolano Giuseppe Marinelli scrive che questa macchina preindustriale poteva essere stata costruita dai monaci cistercensi, che avevano il convento nelle vicinanze. La certezza della produzione della carta risale ai primi anni del 1400. Una fonte documentale, che reca la data 1414, riporta la cessione in locazione a imprenditori privati delle macchine per la produzione della carta. In questo periodo in città si erano trasferiti dei cartai provenienti da Fabriano e Pioarco che, con le loro competenze, coadiuvavano gli ascolani. L'edificio, nel corso del tempo, è stato sede di diverse attività lavorative ed ha attirato anche l'interesse di papi come Giulio II e Clemente VII. Nel 1508 una violenta piena del torrente Castellano lesionò il fabbricato che al tempo era già di proprietà della Camera Apostolica. Giulio II della Rovere, dalla fama di essere un papa guerriero, ma anche amante dell'arte e della cultura, nel 1511, dette incarico all'ingegnere idraulico Alberto da Piacenza di restaurare l'intero complesso. Nel 1525, a seguito di un nuovo straripamento del vicino torrente, papa Clemente VII incaricò Cola dell'Amatrice per un nuovo recupero della parete nord-ovest verso il Castellano.
L'anno 1646 segnò l'inizio del declino della produzione della carta. Nell'anno 1794 la Camera Apostolica concesse in enfiteusi il fabbricato a Luigi Merli che ne divenne proprietario nel 1862. Lo stesso Merli elevò il fabbricato di un piano e consolidò il resto dell'opificio senza alterare le linee architettoniche cinquecentesche. Negli anni compresi tra il 1890 e il 1920 appartenne a Venenzio Galanti, ultimo cartaio. Il complesso della Cartiera continuò ad ospitare l'attività del mulino fino al 1940.
Dopo un periodo di abbandono e decadimento, nel 1980, il gli edifici passarono di proprietà alla Comunità Montana del tronto che recuperò parte dei fabbricati per collocarci gli uffici. Attualmente la Cartiera papale è di proprietà dell'Amm. provinciale Ascolana che, dopo averla acquistata dalla Comunità Montana, ha provveduto ad un attento restauro, concluso nel 2002, ed ha destinato gli spazi interni alle esposizioni museali nel 2006.
Sabato prossimo non perdete il 3° appuntamento di "Tradizione Quintanara". Ripercorrremo le origini, la storia e analizzeremo i principali monumenti storici ubicati nel territorio del Sestiere di Porta Maggiore.
giovedì 17 maggio 2012
Visite ai cavalli e manutenzione al campo dei giochi
Sono cominciati ieri i lavori di manutenzione del campo dei giochi in vista delle prime prove di cavalli e cavalieri in programma nella giornata di domenica. Martedì, i componenti del settore manutenzione dell’Arengo (quest’anno tutti gli interventi necessari per mettere a norma il campo di Giostra saranno effettuati dalle maestranze del Comune) avevano già effettuato un primo sopralluogo per valutare quali lavori dovevano essere svolti e per assegnare i compiti ai dipendenti che erano stati assegnati alla manutenzione della struttura. Nella giornata di ieri, si è provveduto a tagliare il prato nelle quattro “gocce” all’interno dell’otto di gara e a ripulire i box che debbono ospitare i cavalli, operazione che sarà completata nella giornata odierna. Da oggi, inoltre, si comincerà a mettere mano alla pista: verrà smosso il terreno che c’è ed eventualmente riportata altra sabbia che sarà poi compattata e livellata. Gli interventi, suggeriti anche dal tecnico dell’Unire, Andrea Rossi, che ha inviato una seconda relazione all’Ente Quintana a seguito del sopralluogo che effettuò in aprile, saranno di lieve entità perché l’anno passato fu compiuto un lavoro molto approfondito al campo di gara, in virtù di quanto dispone l’ordinanza Martini sulla salvaguardia degli animali. Nel corso dell’anno, nonostante neve e pioggia, il campo dei giochi non si è rovinato troppo, anche perché gli sono stati risparmiati eventi deleteri per il terreno di gara e per la struttura nel suo complesso. Intanto, i sei sestieri hanno già varato il calendario con gli orari delle prove al campo dei giochi per domenica. La novità di quest’anno è costituita dal fatto che gli spazi saranno assegnati al singolo sestiere e non al primo o al secondo cavaliere, come in passato. Si comincia alle ore 16 seguendo questo ordine: Piazzarola, Porta Tufilla, Porta Romana, Sant’Emidio, Porta Maggiore e Porta Solestà. Ogni sestiere disporrà di 25 minuti per effettuare la prova, al termine della quale si provvederà alla sistemazione del tracciato per cercare di preservare i cavalli dagli infortuni. Il secondo turno di prove comincerà alle ore 21 e si seguirà questo ordine: Piazzarola, Porta Tufilla, Porta Solestà, Porta Romana, Sant’Emidio e Porta Maggiore. Le modalità ed i tempi di utilizzo della pista sono le stesse del pomeriggio. p.s.
La nuova giuria si presenta, domenica si prova ma la pista in quali condizioni si trova?
mercoledì 16 maggio 2012
Quintana: sfiduciato Ferrari il presidente dei giudici
Sant'Emidio apre la stagione con i propri cavalieri
Piazzarola: sabato sera cena con i nuovi cavalieri
Narni: Santa Maria vince la 44° edizione della Corsa all'anello
DAL SITO NARNINEWS.IT: Un successo soffiato da sotto al naso. Con audacia, un pizzico di spregiudicatezza e probabilmente anche con un po’ di fortuna. Santa Maria rovina la festa a Mezule e all’ultimo tuffo si aggiudica dunque la 43esima edizione della Corsa all’anello moderna. Una vittoria che, da come si erano messe le cose, sembrava alla portata dei terziere bianconero, che all’ultimo giro della terza tornata ha fallito clamorosamente la possibilità di infilare una inedita sestina.
E’ stato in questa fase della gara che il cavaliere mezulano Federico Minestrini è incappato in una prova disastrosa, culminata nel modo peggiore: zero punti. Un risultato che ha spianato la strada a Santa Maria che si è ritrovata così a vincere la giostra. Fuori dai giochi il terziere Fraporta che ha collezionato una serie di infortuni che gli hanno fatto chiudere la contesa con un mediocre bottino: 120 punti. Il terziere rossoblù, dopo una prima tornata piuttosto buona, ha “bucato” la seconda, quando uno dei cavalli della sua scuderia si è azzoppato, costringendo i responsabili a far correre un animale di riserva. Poi nell’ultima giro della terza tornata il cavaliere Enrico Giusti è caduto ed è stato squalificato. E’ stato un tripudio di pubblico, con lo stadio “San Girolamo” colmo all’inverosimile in tutti i settori: circa 4.000 persone hanno assistito ad una gara piacevole e ricca di colpi di scena. Unico neo il forte ritardo con il quale ha avuto inizio la giostra; si è cincischiato oltremisura nella fase di trasferimento del corteo dal centro storico al campo dei giochi; ritardi ci sono stati anche nel corso della gara; una volta per un malfunzionamento dei congegni che regolano la tenuta dell’anello, altre volte per delle verifiche richieste dai giudici di campo. Alla fine è stata festa grande tra i sostenitori di Santa Maria che alla vigilia della corsa speravano si di vincere ma non così, all’ultimo minuto e grazie a degli errori clamorosi commessi dal cavaliere di Mezule.
La prima tornata era tuttavia cominciata benissimo per Santa Maria che con Diego Cipiccia, cavaliere di punta e responsabile della scuderia arancioviola, collezionava 75 punti. Sessanta a testa erano invece i punti collezionati da Fraporta e Mezule. Nella seconda tornata è stato Mezule a fare la parte del leone, grazie ad una buonissima prova di Fabrizio Fani che ha staccato nettamente Jacopo Rossi (Santa Maria) e Fabio Picchioni (Fraporta); quest’ultimo ha dovuto però correre con un cavallo di riserva in quanto il suo si era azzoppato nella corsa perecedente. Alla terza tornata Mezule si è presentato con un parziale di 135 punti, mentre Santa Maria di punti ne aveva 120; ormai fuori dai giochi Fraporta: solo 90 punti. Nella prima corsa Santa Maria, con Marco Diafaldi, ha fatto l’ein plein, mentre nella seconda lo steso cavaliere ha raccolto solo 15 punti, contro i 30 di Mezule. Situazione parziale: Mezule 165, Santa Maria 180. A questo punto, mancava solo l’ultimo giro, sarebbe bastato giocare d’astuzia e puntare a prendere due soli anelli, tanti ne sarebbero bastati a Mezule per vincere la gara. Ma Minestrini è sceso in campo nervoso: ha preso un solo anello e per colmo di sventura ha anche abbattuto due bandierine; risultato: zero punti. Ininfluente la prova di Giusti (Fraporta) che è caduto, ma tanto il suo terziere non aveva più niente da chiedere alla classifica finale. Quando la voce dello speaker ha dato il risultato finale è calato il gelo sulle gradinate occupate dai costumanti di Mezule, mentre è stata festa grande su quelle di Santa Maria. Per quanto riguarda il miglior cavaliere, Santa Maria ha vinto anche questa contesa con Diego Cipiccia che ha battuto Fabrizio Fani. Il “Bravio” invece è andato a Mezule. La giuria non ha avuto dubbi nel riconoscere la migliore ricostruzione dell’ambiente, il miglior corteo, la migliore giornata medioevale e il miglior gruppo musici al terziere bianconero, per il quale resta però la cocente sconfitta subita al campo dei giochi.
La prima tornata era tuttavia cominciata benissimo per Santa Maria che con Diego Cipiccia, cavaliere di punta e responsabile della scuderia arancioviola, collezionava 75 punti. Sessanta a testa erano invece i punti collezionati da Fraporta e Mezule. Nella seconda tornata è stato Mezule a fare la parte del leone, grazie ad una buonissima prova di Fabrizio Fani che ha staccato nettamente Jacopo Rossi (Santa Maria) e Fabio Picchioni (Fraporta); quest’ultimo ha dovuto però correre con un cavallo di riserva in quanto il suo si era azzoppato nella corsa perecedente. Alla terza tornata Mezule si è presentato con un parziale di 135 punti, mentre Santa Maria di punti ne aveva 120; ormai fuori dai giochi Fraporta: solo 90 punti. Nella prima corsa Santa Maria, con Marco Diafaldi, ha fatto l’ein plein, mentre nella seconda lo steso cavaliere ha raccolto solo 15 punti, contro i 30 di Mezule. Situazione parziale: Mezule 165, Santa Maria 180. A questo punto, mancava solo l’ultimo giro, sarebbe bastato giocare d’astuzia e puntare a prendere due soli anelli, tanti ne sarebbero bastati a Mezule per vincere la gara. Ma Minestrini è sceso in campo nervoso: ha preso un solo anello e per colmo di sventura ha anche abbattuto due bandierine; risultato: zero punti. Ininfluente la prova di Giusti (Fraporta) che è caduto, ma tanto il suo terziere non aveva più niente da chiedere alla classifica finale. Quando la voce dello speaker ha dato il risultato finale è calato il gelo sulle gradinate occupate dai costumanti di Mezule, mentre è stata festa grande su quelle di Santa Maria. Per quanto riguarda il miglior cavaliere, Santa Maria ha vinto anche questa contesa con Diego Cipiccia che ha battuto Fabrizio Fani. Il “Bravio” invece è andato a Mezule. La giuria non ha avuto dubbi nel riconoscere la migliore ricostruzione dell’ambiente, il miglior corteo, la migliore giornata medioevale e il miglior gruppo musici al terziere bianconero, per il quale resta però la cocente sconfitta subita al campo dei giochi.
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